Dal 28 al 30 settembre scorsi si sono svolte a Bolzano le WorldSkills Italy, competizione durante la quale giovani artigiane e artigiani sono chiamati a mostrare le loro abilità nelle rispettive categorie: per il Trentino, e in rappresentanza anche della nostra Associazione, ha partecipato la giovane Giorgia Veglio, fabbro di professione e con una grande passione per il proprio lavoro.
La nostra intervista a Giorgia Veglio
Dopo la partecipazione alle WorldSkills Italy di Bolzano, Giorgia Veglio è tornata in officina. Ma lo ha fatto dopo aver vissuto un’esperienza importante, formativa e soprattutto di crescita personale, che le ha permesso di confrontarsi con altri giovani del territorio (locale e nazionale) e di imparare metodi e tecniche nuove.
Giorgia, partiamo proprio dalla tua partecipazione alle WorldSkills: come è andata?
Posso dire di essere soddisfatta, anche se l’agitazione era tanta. All’inizio l’ho presa un po’ come un gioco, ma quando ho capito come si sarebbe svolto l’evento ammetto di aver avuto un po’ di ansia. Inoltre, ero l’unica ragazza in gara nella mia categoria ed anche l’unica ad aver mai partecipato come fabbro. Ripeto, sono contenta dell’esperienza ma credo che avrei potuto fare meglio, anche se gli altri ragazzi sono stati veramente bravi. Inoltre, i tutor parlavano praticamente solo tedesco quindi, anche con le spiegazioni in italiano, non è stato facile. Ma l’ho vissuta bene, mi sono divertita.
Parliamo del tuo percorso formativo: come è nata la passione per questo lavoro?
Premetto che la vita da artigiana è molto bella, anche se non è semplicissima. Lavorare in famiglia ha risvolti positivi, ma di contro viene sempre richiesta una qualità altissima dei prodotti. Però, questo è un bene. Ho iniziato all’ITT Buonarroti di Trento, ma in terza ho utilizzato la “passerella” per spostarmi all’ENAIP di Villazzano, dato che nell’altra scuola il programma prevedeva un taglio importante delle ore in officina. Nella scuola professionale invece gli insegnamenti erano più veloci e stimolanti, quindi la scelta è stata dettata da questo. Oggi lavoro con gioia, anche se alle volte devo fare i conti con qualche situazione particolare: ci sono persone che ritengono la mia professione adatta solo agli uomini e che fanno fatica ad accettare una donna in officina. Io rispondo sempre che la cosa più importante è la qualità dei prodotti. Quindi va bene così, ho realizzato il mio sogno.




