13/05/2022

Stop all’abusivismo: parte una nuova campagna

Sono tanti, stanno aumentando, non rispettano le regole, non pagano le tasse, non lavorano in sicurezza, non tutelano se stessi, né tanto meno i propri clienti e fanno concorrenza sleale alle imprese corrette. Sono gli abusivi: un nutrito esercito che, se operasse regolarmente, sarebbe al terzo posto nell’economia italiana per numero di occupati ed inciderebbe per l’11,3%  sul PIL e per il 12,6% sul valore aggiunto.

Un fenomeno trasversale, quello dell’abusivismo, presente in quasi tutti i settori e, seppure con oscillazioni importanti, in ogni zona d’Italia, compresa la nostra provincia: se il record di autonomi irregolari è detenuto dalla Calabria con il 21,5%, il Trentino si assesta su un poco onorevole 9,5%, a pari merito con l’Emilia Romagna, ma peggio del Veneto e del virtuoso Alto Adige (la provincia di Bolzano è, di fatto, quella con meno sommerso, con l’8,4%).

La risposta di Confartigianato

Il Presidente di Confartigianato, Marco Granelli, ha commentato i dati richiedendo “tolleranza zero per un fenomeno che sottrae lavoro e reddito ai piccoli imprenditori e risorse finanziarie allo Stato, oltre a minacciare la sicurezza e la salute dei consumatori” ed ha lanciato una campagna di comunicazione nazionale per sensibilizzare contro questo fenomeno. Il titolo è “Occhio ai furbi! Mettetevi in buone mani” e l’iniziativa ha tre obiettivi:

  • mettere in guardia i consumatori dal rischio di cadere nelle mani di operatori improvvisati;
  • valorizzare qualità, durata, rispetto delle norme, convenienza e sicurezza del lavoro dei veri artigiani;
  • richiamare le Autorità ad un’azione di controllo e repressione e di contrasto all’evasione fiscale e contributiva.

Da parte nostra, anche noi aderiamo con convinzione a quest’iniziativa e siamo pronti a diffondere la campagna. Sulla nostra pagina Facebook condivideremo le vignette dedicate alle singole categorie e metteremo a disposizione dei nostri associati tutti i materiali comunicativi affinché possano utilizzarli sui propri canali.

 

 

I numeri dell’abusivismo

I numeri del sommerso sono impressionanti. Li ha analizzati l’ufficio studi di Confartigianato e fanno davvero paura, anche perché sono in aumento, nonostante l’introduzione di una serie di escamotage che avrebbero dovuto rendere il mondo del lavoro più controllabile riportando a galla anche il sommerso. E invece….

Se calano del 2,4% i dipendenti irregolari, aumentano dello 0,7% gli autonomi irregolari, raggiungendo un totale di 3,2 milioni di lavoratori. La pressione fiscale reale esercitata dal sommerso sull’economia sommersa è del 46,4%: 5,2% punti in più rispetto alla pressione fiscale effettiva, che è calcolata al 41,2%.

Ne pagano le spese 587.523 imprese artigiane, che sono sotto pressione a causa della concorrenza sleale esercitata. I settori esposti, anche nel mondo dell’artigianato, sono molti: il più “fuori controllo” è certamente quello dei trasporti e magazzinaggio, con un’incidenza del 43,6% rispetto alle unità di lavoro regolari. Seguono – oscillando fra il 14 e il 22%, i mezzi di trasporto, i servizi di informazione e comunicazione, l’estrattivo, il commercio e la riparazione di autoveicoli e motocicli. Fra il 10 e il 12%, troviamo le costruzioni, la moda, l’alimentazione, l’elettronica e l’editoria, mentre il settore in cui c’è meno sommerso è quello legato a computer, ottica e prodotti elettronici.

E se la Provincia di Trento è  al 18° posto su 21 per tasso di irregolarità delle unità di lavoro dipendente, da noi sono gli autonomi quelli più “pericolosi”, con un tasso di irregolarità che sfiora l’11%. Un problema molto presente, dato che il 91,9% delle imprese artigiane nostrane dichiarano di sentire la pressione della concorrenza sleale esercitata dagli abusivi in settori come l’edilizia, i trasporti, l’estetica/acconciatura, le manutenzioni e riparazioni, l’edilizia e la comunicazione.

Per consultare tutti i dati condivisi dall’ufficio studi, clicca QUI.

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