Panato, un nome simbolo della fotografia trentina

16/01/2025

Panato, un nome simbolo della fotografia trentina

Senti Panato e pensi subito ad un simbolo della fotografia trentina. Allo storico Dino Panato, uomo d’altri tempi che con la sua macchina fotografica ha immortalato momenti storici non solo tra le mura regionali, ma anche nel contesto internazionale.

Ed ecco che eredita la staffetta il figlio Daniele, in quello che si può definire una seconda generazione di foto-giornalisti, a pura trazione artigiana.

Ecco dunque la storia di Daniele Panato, fotografo storico, foto-giornalista e professionista a trecentosessanta gradi.

Panato e la fotografia: un amore di famiglia

Oggi Daniele ha 45 anni ed è un libero professionista, ma sempre con l’inclinazione al foto-giornalismo, settore che anche suo padre Dino ha frequentato per tantissimi anni.

Ha respirato aria di fotografia fin da giovanissimo, quando appena quindicenne andava a “giocare” sul campo insieme al papà, facendogli da assistente negli eventi più grossi. Ma mentre il fratello ha preferito scegliere un’altra strada, Daniele ha voluto proseguire sul sentiero già tracciato dell’artigianato famigliare.

Le tante esperienze lo hanno inevitabilmente avvicinato al mondo della fotografia, fino a immergercisi in un’inizio del nuovo millennio, quando ha iniziato a lavorare come dipendente nel negozio Panato fondato dal padre negli anni ’80, e poi rilevato qualche anno dopo (l’attività è stata chiusa recentemente, nel 2020).

Nato e cresciuto fotograficamente in un’età “di mezzo”, tra i primi scanner, le prime mail ed il passaggio dai rullini alle macchine digitali, oggi Daniele prosegue nelle sue collaborazioni, prima con il giornale Trentino ed ora con la testata l’Adige, ma svaria anche nei campi del wedding ed in quello delle fotografiche sportive.

Data di pubblicazione
16/01/2025
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