L’editoriale di luglio

07/07/2021

L’editoriale di luglio

Il Presidente Segatta, nell’articolo di apertura della rivista L’Artigianato, commenta le dichiarazioni che il Ministro Giorgetti ha fatto all’ultima edizione del Festival dell’Economia.

Le Piccole e Medie Imprese sempre più protagoniste del tessuto produttivo locale e nazionale

Una presa di posizione che non si può condividere, semplicemente perché lontana da quella che è la realtà. In occasione dell’ultima giornata del Festival dell’Economia, andato in scena a inizio giugno, il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, ha espresso il seguente concetto: «Piccolo è bello ma fino ad un certo punto perché per la ricerca e il trasferimento tecnologico non aiuta e non aiuta neppure ad aprirsi a mercati internazionali».

I dati di fatto raccontano invece tutta un’altra storia. Si può essere grandi imprenditori, in termini di creatività, lungimiranza, capacità manageriale, flessibilità anche con un’azienda di 2 dipendenti. Del resto, se siamo il secondo maggior Paese manifatturiero in Europa e leader globale nei settori di punta del made in Italy, dall’agroalimentare alla moda,
dal legno-arredo alla meccanica, lo dobbiamo proprio ai 4,2 milioni di piccole imprese che rappresentano il 99% di tutte le aziende d’Italia e danno lavoro al 65% degli addetti.

Il problema del Paese non sono i piccoli imprenditori ma l’ambiente che li circonda. Ciò che deve cambiare non è la “taglia” aziendale, ma le condizioni di un habitat nazionale poco favorevole all’iniziativa economica, sia essa micro, piccola, media o grande. Di certo dove possiamo e dobbiamo crescere è sul fronte della patrimonializzazione, un’impresa solida è un’impresa che affronta con maggiore sicurezza le difficoltà e gli imprevisti che si trovano sul mercato spesso senza preavviso, basti pensare alla pesante crisi economica di qualche anno fa piuttosto che la pandemia di Covid.

Come Associazione vogliamo accompagnare i nostri associati lungo questo percorso di “rafforzamento”, mettendo a disposizione tutti i nostri servizi e la preparazione del nostro personale. In ogni caso oggi, si può essere competitivi nel mondo sfruttando i fattori abilitanti che l’innovazione mette a disposizione. Come è avvenuto, in particolare, durante l’ultimo anno e mezzo quando le piccole imprese hanno investito in tecnologie digitali per diversificare e vendere on line i propri prodotti.

Quanto poi alla presunta debolezza dei nostri piccoli imprenditori sul fronte dell’export la verità è un’altra. Basta guardare i numeri – a livello nazionale – del nostro commercio estero: mostrano che artigiani, micro e piccoli imprenditori, senza ricevere alcun sussidio dallo Stato, sono artefici dell’eccellenza manifatturiera di prodotti fatti davvero in
Italia e che nel 2019 ne hanno esportato per un valore di quasi 132 miliardi con una crescita del 3,6% rispetto ai dodici mesi precedenti.

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