01/05/2013
Questione fonti rinnovabili: l’Associazione sostiene le istanze della categoria
- Laurea in materia tecnica specifica;
- Diploma di scuola secondaria e almeno 2 anni di inserimento in azienda;
- Titolo di formazione professionale ed almeno 4 anni di inserimento in azienda.
hanno lavorato per almeno 3 anni in qualità di "operaio specializzato". Esperienza professionale quest'ultima che equivale a non meno di 10 ANNI DI ATTIVITÀ NEL SETTORE. Peraltro è bene sgomberare subito il campo da qualsiasi equivoco, specificando che tale "SOLUZIONE", o meglio ESCLUSIONE, non trova alcun fondamento nella Direttiva 2009/28/CE e si pone, fra l'altro, in palese violazione del principio comunitario di libera concorrenza e di quello costituzionale di uguaglianza sostanziale. In pratica, QUALORA NON VENISSE FATTA CHIAREZZA SULL'APPLICAZIONE DELLA NORMA, si potrebbe configurare il caso di un Responsabile Tecnico, attualmente qualificato in base al predetto criterio, di una impresa che installa da anni pannelli solari o fotovoltaici, al quale di fatto verrebbe impedito, per la sopravvenienza della norma, di continuare a svolgere il lavoro che svolgeva prima dell'entrata in vigore dei nuovi requisiti. Ricordiamo peraltro che quando entrò in vigore la L. 46/90 (la prima norma professionale degli impiantisti), coloro che avevano i soli requisiti di esperienza professionale furono riconosciuti ex facto come abilitati all'esercizio dell'attività. In questa ASSURDA situazione rischiano di trovarsi OLTRE 80.000 IMPRESE attualmente in attività (circa 700 anche in Trentino), cui verrebbero disconosciute le abilitazioni professionali acquisite secondo le modalità stabilite dall'art.4, lettera d) del DM 37/08 e verrebbe loro (COMUNQUE) NEGATA LA POSSIBILITÀ di QUALIFICARSI E DI CONTINUARE AD OPERARE in uno dei pochi settori di mercato che, pur attraversando un momento di appannamento rispetto alle
performance degli ultimi anni, mostra ancora potenzialità di crescita. Per tali evidenti ragioni è necessario intervenire rapidamente per EVITARE UN NUOVO CASO "ESODATI". Alleghiamo la mozione parlamentare promossa dalle Confederazioni dell'Artigianato che Vi chiediamo di sostenere con forza.
